Einstein 1905. Il genio all’opera

mostra realizzata da Euresis.

Coordinamento generale di Mario Gargantini

A cura di Enrico Gamba, Giorgio Guidi, Michele Isacchini, Lorenzo Mazzoni, Luca Signorini.

Consulenza scientifica di Silvio Bergia

Nel 2005 cade il centenario di quella che è considerata una delle più grandi rivoluzioni scientifiche di tutti i tempi: nel corso del 1905, infatti, un ventiseienne di nome Albert Einstein, impiegato di terza classe presso l'Ufficio Brevetti di Berna, pubblicava sui prestigiosi Annalen der Physik una serie di articoli destinati a cambiare il corso della fisica e ad incidere profondamente sul dibattito culturale del Novecento.

L'autore era del tutto estraneo al mondo accademico, anzi, quel mondo lo aveva messo in disparte. Dopo la laurea ottenuta nel luglio 1900 presso il Politecnico di Zurigo con buone ma non eccezionali votazioni, si era visto rifiutare un posto da assistente.

Il suo spirito critico, l'ironia pungente, gli atteggiamenti sfrontati fino alla maleducazione, gli avevano guadagnato l'antipatia dei docenti, così la sua carriera scientifica non era neppure iniziata.

Per sopravvivere il giovane Einstein era stato costretto a tenere supplenze nelle scuole e a dare lezioni private, fino all'approdo presso l'Ufficio Brevetti di Berna nel giugno 1902. Nel frattempo studiava fisica e ne discuteva al caffè con gli amici; all'attivo, aveva alcune pubblicazioni scientifiche, che tuttavia non facevano presagire l'incredibile exploit del 1905.

Quella einsteniana è quindi un'avventura scientifica e umana del tutto particolare, sia per i risultati che per le circostanze da cui sono scaturiti. E ci restituisce un'immagine di Einstein diversa dal "santone biancocrinito" della pubblicistica corrente.

Il 1905 è l’“annus mirabilis”, certamente per la teoria della relatività ristretta, per la più celebre formula della fisica E = mc2, ma anche per gli altri due argomenti oggetto delle pubblicazioni einsteniane: il moto browniano e l’effetto fotoelettrico.

La teoria di quest’ultimo, con l’ipotesi del quanto di luce o fotone, è considerata ancor più rivoluzionaria per la fisica della relatività: questo per dire che se Einstein non avesse scritto un rigo sulla relatività, resterebbe sempre uno dei massimi fisici del Novecento.

La mostra presenta e documenta a "tutto tondo" l'insieme delle opere venute alla luce nel corso del 1905, proponendo un itinerario umano e scientifico che mette in evidenzia la novità delle idee einsteiniane, la loro genesi e il loro sviluppo.

Il percorso della mostra si articola in una sezione introduttiva comprendente notizie biografiche, storiche e scientifiche relative al periodo dal 1879 – data della nascita di Einstein – al 1905. In una sezione scientifica divisa in tre settori riservati ai tre argomenti dei celebri articoli del 1905, ossia relatività ristretta, effetto fotoelettrico e teoria molecolare del moto browniano.

Una sezione conclusiva con alcuni "squarci" sull’evoluzione della fisica dopo il 1905 e sulle conseguenze scientifiche e tecnologiche delle scoperte di Einstein. Corredano la mostra alcuni exhibit che permettono al pubblico di “interagire” con i fenomeni fisici studiati da Einstein.