Marco Bersanelli - Mario Gargantini

 

Solo lo stupore conosce

 

L'avventura della ricerca scientifica

 

Rizzoli – BUR 2003

 

Introduzione

 

La scienza occupa una posizione centrale negli interessi e nelle preoccupazioni dell’uomo contemporaneo. Sul versante della conoscenza i traguardi si spostano sempre più in avanti, in una corsa che sembra inarrestabile. Le applicazioni si estendono verso ambiti un tempo impensabili, arrivando talvolta a minacciare gli equilibri naturali e l’integrità stessa delle persone.

Nella mentalità corrente si sta diffondendo un senso di paura, o almeno di forte preoccupazione, mentre si moltiplicano le voci critiche, gli inviti alla cautela e le richieste di un maggior controllo. Ciò nonostante, in rilevanti settori dell’opinione pubblica, e anche nella mentalità di molti ricercatori, resta radicata l’immagine della scienza come di un’attività neutra, nella quale l’essere umano sembra avere una parte secondaria o addirittura insignificante; tanto che le domande su ciò che motiva l’impegno della ricerca sembrano del tutto fuori luogo. L’impalcatura della conoscenza scientifica appare ancora come una struttura auto-definita, non soggetta ad altro al di sopra o al di fuori di se stessa e quindi, priva di condizionamenti e svincolata da reali legami di responsabilità e giudizio.

Si tratta di un’immagine in parte corrispondente a come la scienza si è storicamente sviluppata in questi tre secoli, segnata da una pretesa di autosufficienza rispetto al soggetto umano che pure ne è l’artefice e il fruitore. Tuttavia, se cerchiamo di sorprendere l’esperienza di chi ha vissuto e vive in prima persona l’avventura della ricerca, a cominciare dai più grandi protagonisti, ci accorgiamo di quanto l’atto della conoscenza scientifica sia inscindibile dall’uomo nella sua interezza. In qualche modo, nell’azione del ricercare tutta la persona è chiamata in causa: vi si intrecciano i rapporti umani, le motivazioni tacite, la responsabilità sociale, il desiderio, l’imprevisto, il dramma, la disperazione, la passione, l’errore, la fede.

 

Questo percorso antologico raccoglie frammenti di pensiero e testimonianze con lo scopo di offrire uno spaccato “dal vivo” della dinamica del ricercare. Per questo abbiamo voluto dare la parola ai protagonisti piuttosto che agli spettatori o ai critici: l’antologia è costituita da brani di scienziati di tutti i tempi e di tutte le discipline – ma solamente di scienziati. Come vedremo, le loro posizioni e i loro giudizi sul valore e il senso della ricerca sono i più diversi – e siamo ben lungi dal pretendere di averle qui rappresentate in modo completo. Ma pur nella diversità di tali posizioni emerge un livello sorprendente di passione e di tensione al vero, forse sconosciuto a molti.

 

La suddivisione in capitoli ordina il materiale secondo alcune parole chiave (stupore, osservazione, esperimento, scoperta, certezza, segno, scopo) la cui identificazione da parte nostra non è stata facile né scontata e che più volte abbiamo avuto la tentazione di sovvertire. I brani sono introdotti e commentati secondo un percorso che intende documentare l’avvenimento della conoscenza scientifica come mirabile incontro tra un soggetto e un oggetto, tra l’io umano e la realtà del cosmo; un incontro nel quale la ragione si mostra nella sua natura di aprtura sulla realtà, di esigenza di significato esauriente.

 

L’esperienza della ricerca accade come lotta con il mistero della realtà, secondo l’angolatura parziale ma originale offerta dal metodo scientifico. In modi diversi gli scienziati sono mossi dalla speranza di cogliere l’ordine e la direzione del mondo naturale, di rendersi conto del contesto cosmico in cui viviamo, di scorgere dietro alla molteplicità delle forme la possibile unità dell’universo. Per lo scienziato in azione le domande fondamentali non sono altrove rispetto a questa lotta: esse sono implicitamente ma potentemente all’opera nella stessa mossa del conoscere, nel cercare a tentoni i contorni e la stoffa del mondo materiale. In questo senso anche la conoscenza scientifica è a suo modo una manifestazione di quella inguaribile tendenza dell’essere umano a domandarsi il perché delle cose, mai sazio di risposte parziali. Il rapporto tra conoscenza scientifica e senso religioso non è perciò un improbabile ponte da gettare tra due sponde lontane; piuttosto, la ricerca scientifica mostra di avere il suo seme e le sue radici profonde proprio nel terreno dell’esigenza umana di soddisfazione e di significato.

 

Il titolo del volume è un’espressione di Gregorio di Nissa[1], una grande figura dei primi secoli cristiani. Difficilmente si potrebbe trovare un’espressione tanto sintetica a adeguata al movimento dell’io impegnato nella ricerca. La curiosità scientifica infatti è accesa da un’attrattiva che la realtà esercita sul soggetto. All’origine del fenomeno della conoscenza scientifica c’è lo stupore e la contemplazione della realtà, così come la troviamo creata davanti a noi e non secondo l’affermazione di una nostra sensibilità o immagine preconcetta. Perciò dire che nell’animo dello scienziato c’è qualcosa del bambino non è fare della retorica, ma indicare un tratto distintivo dell’atteggiamento richiesto per comprendere la realtà: il saper guardare, il lasciarsi stupire da ciò che c’è. E’ una disposizione che non accompagna solamente l’inizio della ricerca per poi lasciare il posto al ragionamento e alla deduzione: ogni passo dell’indagine – dall’osservazione all’esperimento, dalla scoperta alla verifica – è «inizio» ed è sostenuto dall’attrattiva per ciò che esiste.

 

La precedenza è stata data a testi che mettono in luce i fattori dell’esperienza umana coinvolta nella pratica del lavoro scientifico e il sentimento della realtà che si sviluppa nel tentativo di guardare e interrogare la realtà fisica. Vi sono peraltro numerosi grandi scienziati che hanno scritto ben poco o nulla affatto della loro esperienza umana e scientifica, salvo pubblicare i risultati delle loro ricerche. Inevitabilmente in questo lavoro hanno trovato più spazio quei personaggi che in un modo o nell’altro hanno avuto la cura e l’interesse di esprimere una riflessione sulla propria esperienza conoscitiva, o quanto meno hanno voluto e saputo raccontare qualcosa delle vicende loro accadute. Questa stessa focalizzazione sull’esperienza fa sì che alcuni temi, oggetto di dibattito sia scientifico che filosofico, siano qui soltanto accennati e non trovino adeguato approfondimento; per il quale tuttavia il lettore interessato potrà raccogliere i primi suggerimenti dalle numerose fonti segnalate nelle note.

 

Talvolta la scelta della collocazione di un brano in un dato capitolo o sezione può apparire un poco arbitraria, specie quando vengono sollevate problematiche al confine tra diversi aspetti. Abbiamo cercato di seguire il criterio della chiarezza espositiva e della continuità; ma non sempre ciò è stato agevole. Ciascun capitolo è suddiviso in sezioni, il cui titolo unisce alla parola-chiave del capitolo una seconda parola-chiave (come ad esempio “scoperta & imprevisto” o “segno & disegno”): ciò nel tentativo di aiutare a individuare o ricostruire collegamenti tra argomenti affini ma distribuiti in capitoli diversi. Di ogni scienziato viene presentata in appendice una breve biografia, che consente di collocarne la figura e l’opera nel contesto storico e scientifico, e un indice dal quale è immediato risalire alle citazioni relative a ciascun autore.

 

Questo libro non intende certo rivolgersi ai soli specialisti in materie scientifiche. Come aiuto alla lettura vi sono numerose note e un glossario con una sintetica spiegazione dei termini tecnici ricorrenti (il rimando in questo caso è segnalato nel testo da un asterisco (*).  Tuttavia alcuni brani, per la verità una piccola minoranza, potrebbero risultare di non facile comprensione a causa del livello tecnico un po’ sostenuto. Abbiamo deciso in alcuni casi di mantenerli perchè la vivacità del loro contenuto esistenziale ci pare possa essere colta anche da chi, con un po’ di pazienza, si avventurasse nella lettura di questi brani accettando di non possedere tutti i dettagli del discorso.

 

Il volume è il risultato di incontri, letture, discussioni, conferenze pubbliche e chiacchierate che hanno coinvolto i soci di Euresis[2] – per lo più scienziati ma non solo -, la cui compagnia è stata sorgente di energia e di immaginazione nel corso del lavoro. Il libro è nato come tentativo di mettere un po’ d’ordine a letture, commenti e materiale raccolto in circostanze diverse. È impossibile stendere una lista esauriente delle persone che desidereremmo ringraziare e che hanno contributo in modo importante direttamente o indirettamente a questo lavoro. Ringraziamo Stefania Ragusa per il paziente e preciso lavoro redazionale e Maria Elisa Bergamaschini per l’attenta rilettura critica del testo. Elena Chierici e Nicola Sabatini hanno contribuito per le traduzioni e il reperimento di alcune fonti. Ringraziamo infine per consigli o segnalazioni Vittorio Banfi, Marco Barbetta, Tommaso Bellini, Davide Caironi, Benedetta Cappellini, Giovanni Comelli, Giorgio Guidi, Costantino Esposito, Raffaella Manara, Gabriele Mangiarotti, Lorenzo Mazzoni, Francesco Prestipino, Davide Prosperi, Lucio Rossi, Elio Sindoni, Cristina Speciani, Giuseppe Tanzella-Nitti.

 

 



[1] Gregorio di Nissa, La vita di Mosè, in PG 44, col 377B e Homelia XII, in Cantica Canticorum, in PG 44, col 1028D.

[2] Euresis è una Associazione per la promozione e lo sviluppo della cultura e del lavoro scientifico, fondata da docenti universitari e e dirigenti di società tecnologiche. Euresis promuove iniziative culturali di carattere scientifico come realizzazione di mostre, presentazioni e conferenze scientifiche in università, scuole, centri culturali, progetti didattici in collaborazione con enti pubblici e privati. Euresis è presente nel mondo della scuola e della formazione scientifica con la rivista Emmeciquadro – Scienza Educazione Didattica. (www.euresis.org).