Ragazzi: oggi si naviga!

Una scuola senza pareti. Non è la parola d’ordine di una nuova corrente pedagogica; è il titolo di un programma di ricerca del Medialab, il celebre laboratorio di tecnologie multimediali del MIT1 di Boston diretto dal Nicholas Negroponte. È lì che si collaudano in anteprima gli strumenti digitali destinati a trasformare i nostri comportamenti in casa, sul lavoro, nel tempo libero, a scuola.

Di tali strumenti, Internet si candida a diventare l’irrinunciabile comun denominatore. Sono sempre più frequenti le notizie che proiettano il fenomeno Internet nel vivo delle problematiche educative, sollevando preoccupati allarmi ma talvolta prefigurando panorami scolastici dinamici e creativi, ben diversi da quelli che conosciamo, spesso ripetitivi, impersonali e poco attraenti.

Molti educatori sembrano non avvertire i sintomi di grandi sconvolgimenti; ma dalla rete informatica che avvolge il pianeta continui segnali di novità tempestano il continente scuola. Per chi cerca di captarli, la tentazione più facile è di lasciarsi affascinare dalle promesse di cui, come ogni nuova tecnologia, sono carichi. Più difficile è discernere tra segnali e rumore, tra visioni immaginifiche e reali prospettive.

Il rischio di essere travolti dal diluvio telematico è incombente.

Serve quindi una bussola, per orientarsi nel groviglio dei sentieri telematici; serve una mappa, che indichi percorsi praticabili evitando di finire a capofitto dentro vicoli ciechi; serve una segnaletica, che illustri le diverse opzioni per risparmiarci la fatica di percorrere tutte le strade anche quelle che si sa già che non porteranno da nessuna parte. In ogni caso comunque, ciò che occorre è mettersi in movimento: bussola, mappa, segnaletica, sono strumenti per chi viaggia, per chi non si ritrae davanti al nuovo e si lascia provocare dalla realtà, accettando di sottoporre a verifica le esperienze consolidate di fronte alle prospettive emergenti.

Le note seguenti sono appunti di viaggio di un navigatore immobile, per usare un’espressione la cui paradossalità ben suggerisce il carattere ambivalente dell’Information Technology e predispone ad un atteggiamento al tempo stesso curioso e prudente, positivamente aperto ma critico, operativo e insieme riflessivo.

Una rete di reti

Per far fruttare il viaggio bisogna anzitutto prendere confidenza col territorio, cercare di comprenderne i tratti salienti ed evidenziarne gli elementi di maggior novità.

Una rete di computer è un sistema informatico che consente il collegamento e lo scambio di dati tra computer; una delle modalità di connessione utilizza le reti telefoniche esistenti, nelle quali transitano i segnali digitali da e per i computer dopo essere stati trasformati grazie a speciali dispositivi detti modem. Tra i computer della rete alcuni possono svolgere la funzione di server, ovvero di potenti archivi elettronici il cui contenuto diventa fruibile da tutte le altre macchine collegate.

Internet però è molto più di una semplice rete di computer: è una rete di reti, interconnesse e accessibili senza particolari vincoli, nella quale possono viaggiare tutte le informazioni archiviate nei vari server. È sufficiente abbonarsi presso un fornitore di accessi2 del proprio distretto telefonico, per poter raggiungere qualunque server di qualunque rete in tempi rapidi e al costo della semplice telefonata urbana.

Il primo nucleo di Internet è nato nel 1973 presso il Dipartimento della Difesa Usa per poi ampliarsi sul finire degli anni Ottanta ad opera della National Science Foundation che ne aveva colto i notevoli vantaggi per la collaborazione tra università e centri di ricerca. È così iniziata una diffusione a macchia d’olio che ha registrato un’impennata, e l’impatto sul vasto pubblico, con la creazione delWorld Wide Web, la ragnatela mondiale: sul web le informazioni si presentano con una forma grafica ipertestuale, che consente di spostarsi da un archivio all’altro senza bisogno di specifiche conoscenze informatiche, semplicemente cliccando col mouse su punti del video resi attivi e graficamente identificabili. Muoversi sulla grande ragnatela diventa facile come navigare su un normale CD-Rom: con la differenza che i contenuti sono tendenzialmente illimitati e periodicamente aggiornati.

Vengono così superate di slancio molte barriere che, anche a livello scolastico, avevano frenato la diffusione dell’informatica. Si pensi al problema della compatibilità tra computer diversi; con Internet non c’è distinzione tra MS-Dos, Windows o Macintosh: quando entrate in un sito 3 non fa nessuna differenza se i documenti sono stati prodotti con un Mac o un Pc e lo stesso testo o la stessa immagine può essere scaricata 4 con qualsiasi modello di computer; come pure quando ricevete un messaggio di posta elettronica, non sapete, e non vi serve sapere, se l’interlocutore è in treno con un portatile collegato al cellulare o se è in ufficio davanti ad un terminale dell’ultima generazione.

In sintesi, con Internet possiamo indicare un maxi-sistema composto da:

- un’infrastruttura tecnologica distribuita su tutto il Pianeta, accessibile sempre e dovunque (server, modem, linee telefoniche, Pc, web TV...);

- un insieme di strumenti informatici in continua evoluzione (interfacce multimediali, linguaggi appositamente creati per sviluppare applicazioni sul web, metodi di compressione delle immagini ...);

- una insieme di contenuti da veicolare sulla rete unitamente ad una serie di apparati concettuali (in buona parte ancora da realizzare) necessari per organizzarli, selezionarli, interpretarli, valutarli, elaborarli.

Nessuno di questi tre fattori dovrebbe essere considerato indipendente dagli altri: non ha senso ad esempio, come purtroppo in parte si sta verificando, sviluppare sofisticati software per trattare le informazioni presenti in rete se questa non è arricchita di contenuti validi e se non si forniscono ai naviganti le categorie adeguate per sfruttare al meglio le informazioni così elaborate.

Tutto ciò non fa che sottolineare le nuove responsabilità attribuite alla scuola e i nuovi compiti per gli educatori.

Comunicare: un imperativo in cerca di contenuti

Con Internet saltano anche le tradizionali categorie di classificazione. Dovendo stabilire in quale ambito disciplinare collocarlo, non basta riferirsi all’elettronica, all’informatica o alle telecomunicazioni e neppure alla più generale area scientifico tecnologica: bisogna considerare nel suo complesso l’universo della comunicazione, che coinvolge aspetti scientifici, tecnologici, culturali, economici, normativi, sociali e politici. Nella scuola perciò, se in una certa fase l’informatica era considerata di competenza degli insegnanti di materie scientifiche, nell’era di Internet ciò non ha più senso: il suo utilizzo, le implicazioni, i problemi posti devono entrare nelle preoccupazioni e nella progettualità di ogni docente e della comunità educante nel suo complesso, non esclusi gli stessi genitori.

Scendendo più in dettaglio, proviamo ad elencare i principali elementi di novità di questo nuovo sistema comunicativo, sui quali si dovrà far leva per un utilizzo di Internet a livello scolastico.

Una prima caratteristica, alla quale si è già accennato, è la facilità d’uso, ottenuta tramite le cosiddette interfacce amichevoli: con ampio ricorso a metafore (scrivania, finestre, icone ...) e ad elementi grafici e con una gestione basata su semplici menù di comandi, esse consentono di ottenere dal computer le prestazioni desiderate senza scrivere neppure un rigo di programma.

Un’altra caratteristica è la struttura ipertestuale. La presentazione dei documenti in forma di ipertesto è stato un fattore determinante per la popolarità di Internet: poter organizzare i contenuti scomponendoli in tanti sottoinsiemi parcellizzati, collegati tra loro tramite i link 5, consente quella forma di consultazione tipica di ogni strumento multimediale, vale a dire la navigazione tra le informazioni non più organizzate in sequenze lineari ma secondo una struttura ramificata e quindi più flessibile.

Altri due fattori significativi sono l’interattività e l’espandibilità tendenzialmente illimitata. Sulla rete aumentano a dismisura il numero di informazioni, la loro varietà e la loro aggiornabilità; fattori presenti anche su un Cd-Rom in misura abbondante ma pur sempre limitata, chiusa. Viene quindi esasperato il problema della scelta: il navigatore di Internet deve (o dovrebbe) continuamente scegliere tra una gamma smisurata di opzioni. Per scegliere ci vogliono dei criteri di giudizio; ma questi non derivano dalle informazioni e non aumentano al crescere di queste. Il sottile equivoco che percorre molte proposte spacciate per educative, è di dare tacitamente per scontata l’equazione: maggiori informazioni uguale maggior conoscenza.

Infine, la peculiarità che distingue Internet da gli altri media è l’esperienza di comunicazione totale che vi si instaura: non più messaggi da uno a uno (posta, telefono) o da uno a tanti (giornali, televisione) ma da tutti a tutti, in qualunque formato, in qualunque momento. È una grande opportunità che però può trasformarsi nel suo opposto: la comunicazione è certamente un fattore di crescita personale, a condizione che il fatto del comunicare in sé non venga assolutizzato e non prenda il sopravvento sui contenuti della comunicazione. Una tendenza, secondo alcuni, tipica dell’uomo d’oggi, assorbito dalla smania di comunicare e sempre più indifferente al valore di ciò che viene comunicato e ai soggetti dell’interazione.

Alla luce di queste osservazioni, proviamo ad esplorare alcuni possibili impieghi di Internet nella pratica didattica, distinguendo quattro diverse funzioni. Quando si parla di Internet infatti non si deve pensare soltanto alle pagine web; ci sono altre funzionalità, tra cui alcune interessanti per la scuola come la posta elettronica, i gruppi di discussione e le Intranet.

Tessendo la ragnatela dell’educazione

Chiunque si può rendere conto, anche se non è un assiduo navigatore, che il web è una straordinaria miniera di informazioni, un vaso di Pandora di notizie, documenti, immagini; una preziosa risorsa per chi, come gli insegnanti, ha la necessità di un continuo aggiornamento.

Una prima indicazione operativa riguarda perciò l’impiego del web da parte dei docenti per la ricerca e raccolta di documentazione. Ma non è un’operazione così facile. Non tanto dal punto di vista della tecnologia informatica, che anzi offre numerosi supporti per semplificare le procedure riducendo al minimo (se non addirittura a zero) l’esigenza di appositi corsi di addestramento. Il fatto è che nei vari siti è riversata una mole inimmaginabile di informazioni, in parte già catalogate ma spesso disseminate ovunque. Le analogie che a volte si invocano per descrivere il web sono tutte ampiamente riduttive: siamo di fronte a qualcosa di molto diverso da una maxi-biblioteca o da un super archivio centrale e neppure il tradizionale concetto di banca dati regge al confronto. L’esperienza della navigazione è quindi ben diversa dalla consultazione bibliografica: la presenza di numerosi link in ogni documento fa sì che l’opportunità (o la tentazione) di saltare da un sito all’altro sia frequente.

Il primo obiettivo sarà perciò quello di imparare a navigare:

- valorizzando l’apporto dei cosiddetti motori di ricerca 6;

- organizzando il proprio archivio di indirizzi registrati7;

- scaricando8 documenti utili (pagine, immagini, filmati, interi siti ...).

Arrivando così a costruire una multi-teca personale dell’insegnante (o condivisa tra gruppi di insegnanti) che si arricchisce continuamente e offre una serie di materiali, pronti da spendere, off-line, nella propria proposta didattica.

Due momenti del lavoro scolastico ci sembrano particolarmente favorevoli a questa integrazione telematica: la fase di approccio ad un nuovo argomento e il momento della sintesi conclusiva. Ad esempio, nell’insegnamento della fisica o della biologia, un’attraente presentazione multimediale può aiutare gli studenti a porre le domande adeguate, a rendersi conto più chiaramente di "quale sia il problema" e quindi a disporsi con maggior consapevolezza alla fase di spiegazione. Successivamente si potrà tornare ad Internet per un ampliamento; intendendo con ciò non tanto una dispersiva aggiunta di informazioni quanto piuttosto:

- la ripresa degli stessi contenuti da altre angolature;

- la conoscenza di situazioni reali analoghe a quelle sperimentate durante un’attività di laboratorio;

- la visita virtuale a grandi laboratori internazionali di ricerca;

- l’indicazione di conseguenze delle leggi studiate;

- l’accenno ai nessi con altre discipline.

L’accesso a Internet in modalità on-line può essere utile per integrare il percorso didattico con esempi tratti dall’attualità, sollecitando gli studenti ad una verifica in tempo reale di quanto appreso. Si pensi ad un collegamento al sito del Telescopio Spaziale Hubble che quasi ogni giorno fornisce notizie e nuove immagini di oggetti e fenomeni cosmici che esemplificano le leggi della fisica. Anche in questo caso Internet mostra i vantaggi dovuti alla sua specificità, che ne rendono più apprezzabile l’utilizzo rispetto a strumenti tradizionali come una semplice rassegna stampa.

Pensando a Internet non pensiamo perciò a qualcosa di sostitutivo dell’opera del docente ma a qualcosa di integrativo: quando nella scuola arriva Internet il docente non se ne va; anzi, trova ragioni ulteriori per una presenza che funga da guida, o se si preferisce da compagno di viaggio, nell’avventura conoscitiva dei giovani cybernauti. Attraverso la modalità con la quale il docente spende in classe le informazioni acquisite navigando, il giovane assimila una modalità di navigazione: se è intelligente l’una, è più probabile che lo diventi anche l’altra.

Fin qui abbiamo indicato la risorsa web come supporto all’insegnamento. Quanto ad un suo utilizzo da parte degli studenti, pur non ritenendolo l’impiego da privilegiare, possiamo intravvederne alcuni motivi di validità.

Anzitutto può essere proposto come momento di verifica di alcune dimensioni educative fondamentali. La proposta di ricerche sulla rete può essere un’occasione per verificare (e valutare) l’attitudine dello studente a destreggiarsi di fronte a un problema nuovo, la sua capacità di porre domande, di sapere cosa si vuol sapere, di cercare con criterio e di trovare ciò che si cerca, di interpretare informazioni presentate in forme diverse da quella dell’insegnante o del libro di testo.

Oltre al momento della fruizione, può risultare efficace l’impegno diretto degli studenti in un lavoro creativo di costruzione di ipertesti da mettere in rete, nel sito della scuola o della classe. Tali lavori rappresentano una notevole opportunità per verificare (e per valutare) le capacità degli studenti di riorganizzare le conoscenze, di rielaborarle secondo un progetto e di comunicarle in modo corretto ed efficace.

La rinascita dell’epistolario

Secondo alcune fonti, nel 1996 sarebbe avvenuto uno storico sorpasso: il numero di messaggi di posta elettronica (oltre 200 milioni al giorno) avrebbe superato quello delle lettere spedite per posta tradizionale. La posta elettronica (E-mail) rappresenta uno degli utilizzi di Internet più frequentato e dai vantaggi innegabili. Non ha i limiti di tempo e di affidabilità della posta cartacea e vince anche rispetto al telefono: potete infatti inoltrare un messaggio a più interlocutori contemporaneamente e senza preoccuparvi se sono collegati o meno; lo leggeranno e lo stamperanno non appena apriranno l’apposito programma sul loro Pc. Potete inoltre allegare al messaggio dei file (contenenti anche interi programmi o raffinate immagini) che il destinatario troverà sul suo computer come se li avesse caricati da un dischetto. Infine, se non decidete di cancellarli, indirizzi e messaggi restano memorizzati sul vostro disco fisso: potete perciò aggiornare continuamente un indirizzario e raccogliere in uno o più epistolari le conversazioni che desiderate conservare.

La diffusione della posta elettronica può decretare un ritorno alla scrittura che era stata messa in ombra dall’impero del telefono. Nella scuola l’attività epistolare può essere oggetto di un lavoro specifico da parte dei docenti di italiano e di lingue straniere: l’attivazione di una corrispondenza regolare tra studenti di scuole diverse può diventare una forma piacevole di educazione alla scrittura; senza contare la positività di una moltiplicazione dei rapporti e del confronto tra esperienze scolastiche diverse.

Come pure con la posta elettronica si possono educare gli studenti ad intrattenere relazioni più formali con varie tipologie di interlocutori: ad esempio con ricercatori o professionisti (ormai tutti raggiungibili via e-mail), sottoponendo loro interrogativi e richieste di informazioni o approfondimento su argomenti trattati in classe. Non che finora ciò non fosse realizzabile: ma era certamente scoraggiato dalle difficoltà pratiche e dagli immancabili ritardi nella comunicazione.

Il gruppo di studio del 2000 si chiama newsgroup

Un’esperienza analoga può essere condotta partecipando a uno o più gruppi di discussione (newsgroup). Un newsgroup è una sorta di giornale tematico, scrivibile e leggibile da chiunque: vi si può accedere attraverso la stessa interfaccia del web che ha un apposito comando "news" dal quale si arriva ad un catalogo di argomenti strutturato in modo gerarchico9: scelto l’argomento ci si inserisce nel dibattito, leggendo le opinioni degli altri partecipanti e inviando, se si vuole, un proprio testo, con una modalità analoga a quella con cui si invia una e-mail.

È facilmente immaginabile l’applicazione dei newsgroup in ambito scolastico. Si possono allargare i confini delle discussioni nate in classe, si incontrano mentalità diverse, si impara a comunicare in modo comprensibile le proprie idee. Con la sola avvertenza che ciò non diventi una dispersiva evasione ma venga inserito organicamente nel lavoro scolastico, fino ad essere oggetto di valutazione.

Ma, ancora una volta, tutto è affidato alla sensibilità educativa del docente che propone e guida l’attività.

Scuole cablate

Da ultimo vale la pena di accennare alla possibilità di sperimentare soluzioni di tipo Internet ma interne alla singola scuola o a un gruppo di scuole, che prendono il nome di Intranet. Nell’ambito di una rete Intranet si potranno attuare, localmente, le proposte fin qui indicate: realizzando pagine web di ogni classe, o addirittura personali; mettendo in rete le risorse della biblioteca o di banche dati selezionate; dando spazio alla libera espressione di varie soggettività presenti nella scuola o sul territorio.

Soluzioni di questo genere pongono l’accento più sull’aspetto creativo che su quello informativo e proprio in tale ottica possono apportare un valido contributo al lavoro educativo.

Note

1. Massachussets Institute of Technology.

2. Un server provider.

3. L’insieme di documenti multimediali messi in rete da un determinato soggetto e identificabile con uno specifico indirizzo presso un dato server.

4. Importata nel proprio computer.

5. Collegamenti tra parole presenti in più file.

6. Siti che esplorano continuamente la rete e forniscono l’elenco dei siti contenenti una parola o una frase a richiesta.

7. Tramite le funzioni dette bookmarks o favorites.

8. In gergo, download.

9. Si passa ad esempio da scienze, a geologia, a terremoti.